CONTRO: la guerra, l’economia della guerra e le spese militari, lo sfruttamento sul lavoro e la precarietà, il genocidio in Palestina e la fornitura di armi a Israele, l’assenza di politiche sociali (emergenza abitativa e mancanza di piani di sviluppo per edilizia popolare), le politiche repressive dei diversi decreti sicurezza, gli abusi della Commissione di Garanzia e le delibere che restringono il diritto di sciopero, l’assenza di politiche industriali, le morti sul lavoro. PER: la pace, gli investimenti per scuola e sanità, salario minimo non inferiore a 12 euro, la reintroduzione del meccanismo automatico di adeguamento delle retribuzioni all’andamento del costo della vita, il sostegno incondizionato alla nuova Flotilla, una riforma seria degli ammortizzatori sociali, l’abrogazione delle leggi 146/90 e 83/2000, la tutela della salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro.
da Rosangela De Pace
Personale amministrativo